OSTEOPATIA PEDIATRICA

Le eventuali difficoltà della nascita rappresentano l'eziologia più frequente delle lesioni cranio-sacrali nel bambino. Nel lattante la scatola cranica è ancora molto morbida, anche nelle zone in cui l'ossificazione è più sviluppata ed è sottoposta alle stesse costrizioni che investono l'intero sistema. Questo vale anche per altre importanti strutture chiave del corpo cioè sterno e SACRO; sono questi, infatti, i punti di massima adesione delle membrane che costituiscono il meccanismo cranio-sacrale.

Questo è importante perché tutte le lesioni che si trovano nel cranio e nel sacra, di un neonato, si possono ripercuotere su tutto il corpo attraverso le membrane che fanno da collegamento ai 3 diaframmi: diaframma craniale, toracico e pelvico. Ritengo perciò fondamentale un intervento precoce che miri alla normalizzazione delle tensioni membranose, per assicurare lo sviluppo armonioso della scatola cranica e di tutto il sistema da lui derivante. Per effettuare veramente un intervento preventivo è forse utile fare una valutazione alla nascita (nota: in Inghilterra nei reparti di neonatologia è compresa alla dimissione, la valutazione osteopatica) o appena possibile, soprattutto nei casi in cui il parto non è na-turale e/o non è esente da traumi. Resta valido l'intervento in caso di comparsa di una sintomatologia specifica; vedi dopo alcuni esempi.

ALCUNI ESEMPI

Meccanismi di produzione delle lesioni durante la vita fetale: utero patologico: se Io spazio intra-uterino è troppo piccolo, non permettono sviluppo corretto del feto con eventuali mal posizioni dei piedi, degli arti inferiori, etc.; disequilibrio del bacino materno: negli ultimi due mesi di gravidanza, la volta cranica del bambino poggia sulla circonferenza pelvica e subisce l'influenza di ogni grave asimmetria; gravidanza gemellare: uno dei gemelli può subire compressione cranica causata dai piedi o dal corpo dell'altro; contrazioni premature; impegno precoce: sulla parte del cranio che si impegna, generalmente la volta, è mantenuta una forza compressiva e se questa fase di impegno è troppo lunga, è possibile avere una compressione della sinfisi sfeno-basilare.

Meccanismi di produzione delle lesioni durante la nascita: Durante l'impegno: in questa fase il cranio fetale subisce un rimodellamento importante per adattarsi al canale nel quale deve introdursi; i diametri trasversali diminuiscono da 1.5 cm a 2 cm. Sopraggiungono così varie modificazioni, pensate solamente al fatto che i due parietali che si presentano per primi nel distretto superiore del bacino materno, sono spinti dalle pressioni che subiscono, a scivolare uno sotto l'altro. Nella presentazione normale OISA, il parietale dx copre quello sx e copre anche il frontale e l'occipite!

I temporali subiscono pressioni e stiramenti tali da provocare modificazioni intraossee che possono causare problemi di udito, otiti, etc. In pratica il feto subisce una spinta in direzione caudale, mentre la testa si blocca. Durante la discesa: la discesa nella cavità pelvica deve essere accompagnata da una TORSIONE DEL FETO che deve andarsi a posizionare nella direzione dove incontra le resistenze minori; perciò globalmente il bambino scende e ruota verso sinistra.

Tutti i tessuti deI cranio, in particolare le membrane della duramadre e le fibre intraossee, sono "attratte" in tale direzione, e sì "imprimono" di tali forze. Le tensioni che così colpiscono le membrane si ripercuotono su tutto il corpo del bambino, potendo provocare disequilibri della colonna vertebrale, del bacino e degli arti. Stesso discorso vale per le pressioni che si imprimono sul cranio in maniera asimmetrica e che dipendono sostanzialmente dalla resistenza che oppone la branca pubica al movimento di rotazione del cranio e dall'intensità delle contrazioni.

Durante l'espulsione della testa: l'occipite è posizionato sotto la branca pubica perché questo appoggio favorisce la postero-flessione della testa e quindi l'espulsione. Questo appoggio può risultare importante e provocare delle lesioni intraossee che restringono il foro occipitale o ne modificano la forma. Alterandosi questo si alterano anche tutte le inserzioni muscolari e fasciali che sono alla base di tutto il sistema posturale. Questa eziologia è sempre alla base delle scoliosi del lattante e dei torcicolli iniogeni. Le asimmetrie costitutive del foro occipitale possono spiegare diverse patologie del neonato.

Durante l'espulsione del tronco: dopo che la testa è uscita, anche il tronco deve posizionarsi nel diametro antera-posteriore dello stretto inferiore. La rotazione del tronco provoca una rotazione della testa deI bimbo verso la coscia dx della madre. Se la testa non ha compiuto una rotazione sufficiente, o se non è sostenuta, la spalla destra (ant. perché contro la sinfisi) rischia di uscire per prima, mentre dovrebbe uscire prima Ia spalla posteriore, cioè la sinistra.

Il disimpegno delle spalle presuppone una rotazione e un'inclinazione cervicale che possono essere molto importanti. Questo spiega la presenza frequente nei neonati di lesioni o tensioni cervicali dorsali; nei casi più gravi 1' iper-rotazione della testa può provocare torcicolli e/o ematomi dello SCOM, senza dimenticare le fratture della clavicola e i problemi al plesso brachiale, che possono sopraggiungere anche durante la fase espulsiva.

Quando definire un parto "complicato":
l'utilizzo di FORCIPE e/o VENTOSA a volte è reso indispensabile se la discesa e la rotazione non procedono bene; il forcipe lascia lesioni a causa della sovrappressione, la ventosa procura stiramenti membranosi fino ad arrivare a vere lesioni intraossee;
▸ il PARTO CESAREO non è esente da rischi lesionali; meccanicamente, infatti, la trazione della testa con un dito in bocca provoca squilibri della faccia e della SSB, ma soprattutto esce completamente dalla fisiologia perdendo perciò lutto il significato vitale di certi passaggi;
▸ A INDUZIONE con gel e/o ossitocina;
▸ A uso di EPIDURALE;
▸ parti troppo lunghi (›di 18h) o troppo brevi ( ▸ manovre ostetriche importanti;
▸ A sofferenza fetale;
▸ A giri di cordone attorno al collo;
LE MAGGIORI INDICAZIONI per la terapia cranio-sacrale nei neonati
▸ Mismorfismi cranici;
▸ malposizioni del capo e torcicolli;
▸ esiti traumatici da parto es frattura clavicola;
▸ neonati che abbiano dovuto eseguire interventi chirurgici; alterazione del sonno;
▸ reflusso e/o rigurgito frequente; coliche gassose c/o stitichezza; vomito a getto;
▸ difficoltà di suzione (o di deglutizione); irritabilità e pianti continui senza cause apparenti;
▸ ematomi;
▸ displasia delle anche.

 

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